Motivi di ricorso contro l'autovelox: la guida completa
Aggiornato al 8 settembre 2026
In breve: i motivi di ricorso più comuni contro un verbale da autovelox riguardano la mancata applicazione della tolleranza strumentale, l'assenza di prova della taratura periodica dell'apparecchio, la mancanza di segnaletica di preavviso, l'uso di dispositivi automatici senza i presupposti di legge e la tardività della notifica.
1. Tolleranza strumentale non applicata
Alla velocità rilevata dall'apparecchio va sempre sottratta una tolleranza minima, pari al maggiore tra il 5% del valore misurato e 5 km/h, a compensazione dei margini di errore tecnico dello strumento (Direttiva del Ministero dell'Interno del 29 dicembre 2014). Se, applicando questa tolleranza, la velocità accertata non supera più il limite, il verbale è privo del suo presupposto sostanziale.
2. Difetto di taratura o di verifica periodica
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 113/2015, ha stabilito che gli apparecchi di rilevamento della velocità devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura. Se il verbale non ne dà atto, o l'ente non è in grado di provarle su richiesta, la misurazione può essere considerata inattendibile.
3. Segnaletica di preavviso mancante o irregolare
Le postazioni di controllo della velocità devono essere precedute da appositi cartelli di preavviso, ben visibili e posizionati a una distanza minima regolamentare (art. 142 CdS e DPR 495/1992). L'assenza o l'inadeguatezza di questa segnaletica è uno dei motivi di ricorso più frequentemente accolti.
4. Rilevazione automatica senza i presupposti di legge
Sulle strade urbane, l'utilizzo di apparecchiature automatiche senza la presenza di organi di polizia è consentito solo in tratti specificamente individuati e autorizzati (art. 4 legge 168/2002). In assenza di questi presupposti, la rilevazione può essere contestata.
5. Notifica del verbale tardiva
Il verbale deve essere notificato entro 90 giorni dall'accertamento per i residenti in Italia (360 giorni per i residenti all'estero). Superato questo termine, l'Amministrazione decade dal diritto di riscuotere la sanzione (art. 201 CdS).
6. Errori materiali nei dati del verbale
Errori nella targa, nella data, nel luogo o in altri elementi identificativi possono viziare la regolarità formale dell'atto e, a seconda dei casi, giustificarne l'annullamento.
7. Omessa pubblicazione dell'elenco delle strade con controlli di velocità
La legge impone agli enti proprietari delle strade di pubblicare ogni anno, sul proprio sito istituzionale e in Gazzetta Ufficiale per le strade extraurbane, l'elenco dei tratti con postazioni di controllo della velocità. La mancata pubblicazione, più volte censurata dalla Cassazione (cfr. sent. n. 10281/2015), è un ulteriore motivo di ricorso.
8. Mancata identificazione del conducente effettivo
Se non eri tu alla guida al momento dell'infrazione, va verificata la corretta applicazione delle regole sulla comunicazione dei dati del conducente (art. 126-bis CdS), in particolare quando la violazione comporta la decurtazione di punti dalla patente.
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